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Datamatrix: cos'è e a cosa serve?


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Il Datamatrix è un codice bidimensionale (2D), a matrice, composto da quadratini bianchi e neri, detti moduli o celle. Può essere sia di forma quadrata che rettangolare ed è particolarmente apprezzato per la sua capacità di ospitare una grande quantità di dati in pochissimo spazio.

 

Cos'è il Datamatrix?

Il Datamatrix (o Data Matrix) è il codice a barre bidimensionale o 2D più utilizzato in ambito industriale, a differenza del più famoso QR Code che invece è molto più in voga in ambito commerciale e pubblicitario. Per bidimensionale si intende un codice a matrice non lineare (l'esempio più classico di codice lineare o 1D è il tradizionale codice a barre). La sua principale caratteristica è quella di poter ospitare un elevata quantità di informazioni in uno spazio molto ridotto che da un punto di vista grafico può essere rappresentato da un simbolo di forma quadrata o rettangolare e può avere una superficie anche di pochi millimetri pur essendo molto capiente. Può contenere, infatti, fino a 2335 caratteri alfanumerici e 3116 caratteri numerici. Naturalmente questo tipo di simbolo può essere letto con scanner barcode 2D.

 
 

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La versione più recente è il GS1 Datamatrix o il codice ECC 200. Si tratta di una matrice a scacchiera di piccoli quadrati (a volte di punti) in cui sono contenute le informazioni, stiamo parlando dei già citati moduli o celle. Questi ultimi sono racchiusi naturalmente in un perimetro di 4 lati, di cui la base inferiore e il lato sinistro costituiscono il cosiddetto "finder pattern", fondamentale per i lettori e per i dispositivi di decodifica per capire l'orientamento del codice e l'origine dei dati. La base superiore e il lato destro, invece, sono costituiti da celle alternate e formano il "clocking pattern" che permette allo scanner di capire le dimensioni del codice. La cella nell'angolo in alto a desta, inoltre, deve essere sempre vuota perché questo è l'elemento che distingue questo simbolo.  A sua volta il perimetro costituito da finder pattern e clocking pattern è racchiuso in una cornice bianca sempre vuota, detta "quite zone" o "fascia di rispetto".

 
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Perché scegliere il Datamatrix?

Sono diversi i motivi per cui scegliere come metodo di codifica questo simbolo. Il primo è sicuramente l'affidabilità, il codice ECC 200 si fonda su un algoritmo (chiamato Reed Solomon) che basandosi sul principio di ridondanza permette di bypassare eventuali errori nel codice, consentendo letture sempre affidabili. Semplificando, si potrebbe dire che l'algoritmo Reed Solomon effettua una specie di correzione degli errori di codifica. Inoltre questi codici possono essere letti con molta facilità da tutti i lettori 2D cosi come avviene per il codice QR o per gli altri codici bidimensionali.  Il secondo vantaggio, come abbiamo già accennato, è la capacità di inserire un'elevata quantità di informazioni in uno spazio molto ridotto. Anche dal punto di vista della realizzazione vera e propria del codice è una scelta molto vantaggiosa perché è facile da stampare, anche su linee di produzione con processo di stampa a getto d'inchiostro ad alta velocità. La caratteristica più peculiare di questo codice, però, è quella di essere il simbolo più adatto alla marcatura DPM (direct part marking), ovvero ad essere "inciso" direttamente sulle componenti di un prodotto, soprattutto metalliche o plastiche.

 
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Le applicazioni in cui usare il Datamatrix

Le caratteristiche e i vantaggi di questo metodo di codifica lo rendono una soluzione particolarmente adatta in alcune applicazioni, proprie di settori industriali anche molto diversi tra loro. Il Datamatrix viene utilizzato particolarmente in produzione, laddove è più vantaggioso scegliere la marcatura DPM. Per questo motivo il settore aerospaziale, quello dell'automotive e dell'elettronica hanno abbracciato da diverso temo questa simbologia. Stesso discorso per il mondo dell'healthcare e degli strumenti medicali. Tutti questi settori, apparentemente distanti tra loro, sono accomunati dalla necessità di inserire un elevato numero di informazioni senza avere molto spazio a disposizione. Il processore di un computer o un bisturi chirurgico sono oggetti piccoli, per questo è fondamentale scegliere una simbologia che occupi poco spazio ma che racchiuda molti dati. 

 

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Bisogna verificare i codici 2D?

Il fatto che questo simbolo sia facile da stampare non significa, naturalmente, che la qualità della stampa sia sempre elevata. In altre parole, non abbiamo la garanzia che il codice sia leggibile sempre e da qualsiasi dispositivo lunga tutta la supply chain e, come noto, un codice non perfettamente leggibile espone l'azienda a rischi enormi (qui c'è un articolo dedicato proprio a questo). La soluzione, esattamente come avviene per i codici a barre lineari, è quella di verificare la qualità di stampa del codice bidimensionale utilizzando un verificatore di codici in modalità off-line, effettuando verifiche a campione dei codici stampati su etichetta o impressi sui prodotti, oppure scegliendo la modalità in-line, verificando cioè i codici direttamente sulle linee di produzione o confezionamento. Questo non vale solo per il Datamatrix ma per qualsiasi codice 2D che, da questo punto di vista, è perfettamente equiparabile ai codici a barre lineari.

 
 
 
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