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Lotta agli sprechi alimentari, al via il progetto SORT


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Ogni giorno grandi quantità di alimenti che avrebbero potuto essere consumati o destinati ad altri usi vengono sprecati. Secondo la FAO, ogni anno vanno persi 1,3 miliardi di tonnellate di cibo nel mondo, pari a circa un terzo della produzione destinata al consumo umano. Nei Paesi industrializzati 1,2 milioni di tonnellate di alimenti vengono gettate ogni anno ancora nel contenitore originale. La filiera degli alimenti ancora oggi non è assistita in modo razionale da sistemi tecnologici avanzati che possano monitorare in modo integrato le sue fasi. Inoltre la distribuzione alimentare, dovendo presentare un’offerta continua di merce ai consumatori, genera delle eccedenze attualmente non valorizzabili. Spesso i cibi inviati a discarica sono ancora utilizzabili, ma non possono essere impiegati per assenza di idonei sistemi di controllo, logistica e indirizzamento. Occorre quindi frapporre tra la distribuzione e la discarica e/o tra il consumo e la discarica un sistema logistico tecnologicamente avanzato capace di bypassare l’invio a discarica.

 
 

Le finalità del progetto SORT

È in quest’ottica che nasce il progetto SORT. Tale progetto si pone come obiettivo quello di abbattere drasticamente la percentuale di cibo che arriva in discarica, destinando tutti i prodotti alimentari non consumati ad altri scopi, quali la trasformazione degli stessi in mangimi per animali da allevamento, in fertilizzanti e materiali da compostaggio da utilizzare nell’agricoltura, il riciclo attraverso la produzione di energia derivante dalla creazione di bio masse, il riutilizzo dei materiali inorganici (per lo più imballi  confezioni) per andare a fornire nuovamente la materia prima all’industria del packaging.
In sostanza, l’obiettivo del progetto SORT è quello di recuperare gli alimenti invenduti nelle loro confezioni integre e riconoscibili, tale attività si estende naturalmente anche ai prodotti sfusi, questi verranno riconfezionati ed etichettati.
Naturalmente, affinché questo ciclo possa funzionare è fondamentale andare a identificare e tracciare i prodotti invenduti. È a questo scopo che Alfacod, da sempre esperta nell'identificazione automatica, è stata scelta come partner cui affidare l'intero pacchetto identificazione e tracciabilità del progetto.
Di fatto, le fasi della cosiddetta “recycling value chain” del progetto sono le seguenti:

  • Raccolta
  • Trasporto e concentrazione
  • Riconoscimento prodotti e raggruppamento in lotti omogenei
  • Apertura confezioni
  • Stabilizzazione parte organica e selezione plastiche

A supporto di tutte queste fasi vi è un’infrastruttura ICT (Information and Communication Technology) che garantisce, tramite barcode, la tracciabilità di ogni prodotto lungo ogni singolo step ella filiera  la comunicazione in tempo reale di cosa viene conferito, da chi, in che quantità e dove.

 
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Come si annullano gli sprechi?

Entrando nel dettaglio, la fase di raccolta avviene in due modalità distinte. La prima viene svolta direttamente dagli addetti operanti nei supermercati, e in generale nella GDO, attraverso una cassetta identificata da una targa alfanumerica e da un codice a barre. Anche il consumatore, però, può e deve svolgere la sua parte conferendo le confezioni alimentari non utilizzate all’interno di uno specifico cassonetto collegato in GSM alla centrale SORT, attraverso la decodifica del codice a barre presente sulle confezioni si identifica il tipo di prodotto e la quantità, informazioni che vengono trasmesse in tempo reale alla centrale SORT, per organizzare al meglio lo smistamento dei prodotti in lotti omogenei. La merce raccolta viene trasportata nel magazzino centrale da appositi veicoli SORT che, per ottimizzare le missioni, viaggiano con un’elevata quantità di prodotti raccolta. Nei centri SORT, l’attività di handling avviene in maniera automatica per garantire la massima efficienza 24 ore su 24. È in questi stabilimenti che ha luogo lo smistamento automatico dei prodotti a seconda delle proprie caratteristiche con l’obiettivo di lavorare lotti il più possibile omogenei per ottenere il massimo recupero e riciclo sia della parte organica che del packaging. Tutto il materiale organico viene sottoposto ad analisi chimiche e microbiologiche per assicurarsi che non abbia impatti inquinanti.

 
 

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La nostra parte

Alfacod svolge un ruolo da protagonista in questo progetto, cui ha preso parte in qualità di partner tecnologico fin dalle fasi embrionali. In particolare relativamente alle attività e alle implementazioni software e hardware riguardanti l’identificazione dei prodotti che avviene attraverso scansione del codice a barre degli stessi e delle cassette per la raccolta. Questo nell'ottica di garantire una perfetta tracciabilità dei prodotti stessi e delle varie fasi di lavorazione lungo tutta la filiera. 

 
 

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