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Realtà aumentata e cultura: la customer experience secondo Ray-Ban


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Il brand leader mondiale del mercato degli occhiali da sole, di proprietà del gruppo Luxottica, lancia un nuovo concetto di store improntato alla personalizzazione dell'esperienza d'acquisto del cliente e alla trasformazione del negozio fisico in un luogo di incontro e cultura, sia reale che virtuale. Tutto questo si traduce nel nuovo flaghsip store di Soho a New York. 

 
 

Cos'è il Ray-Ban flagship store?

Il Flagship Store che Ray-Ban ha aperto nel quartiere più alla moda di Manhattan rappresenterà, nelle intenzioni del colosso degli occhiali da sole, l'interfaccia fisico tra il brand e il suo pubblico attuale e potenziale. In particolare Ray-Ban ha creato un luogo fisico in cui tecnologia, personalizzazione e condivisione si intrecciano per regalare a clienti e visitatori un'esperienza assolutamente unica. Oltre che, naturalmente, per mettere in pratica azioni di marketing volte al posizionamento ulteriore del brand e alla fidelizzazione del cliente.

 
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Magic Mirror: la realtà aumentata al servizio del cliente

Al centro del progetto del flagship di Ray-Ban c'è Remix, ovvero il servizio attraverso il quale l'utente, in un'apposita area dedicata al primo piano dello store, può scegliere uno dei classici modelli entrati ormai nella cultura e nella moda mondiale come Aviator, Wayfarer, Clubmaster e Justin, e "remixarlo", ovvero personalizzarlo a proprio piacimento. Il tutto sfruttando al massimo le potenzialità tecnologiche. A rendere, infatti, straordinaria l'esperienza del "remix" è il cosiddetto Magic Mirror, ossia uno specchio 3D nel quale il cliente, indossando la versione base del modello scelto e impostate le proprie personalizzazioni, può vedere una ricostruzione virtuale degli occhiali personalizzati sul proprio volto, scattare foto virtuali e condividerle sui social. 

 
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Si tratta di un'applicazione pressoché geniale della realtà aumentata al miglioramento della customer experience nonché della dimostrazione dell'importanza della realtà aumentata anche in un settore come quello del retail. Attraverso questa tecnologia, infatti, non solo è possibile customizzare i prodotti sui desideri dei clienti, ma anche svolgere attività di inventario e legate al marketing. In particolare si possono identificare errori o anomalie nella disposizione dei prodotti all'interno dei locali, vedere in anteprima possibili cambiamenti nella disposizione della merce e, naturalmente, mettere in atto azioni di marketing di prossimità mediante un'adeguata copertura wi-fi, cui collegare anche i punti cassa per velocizzare le operazioni di pagamento.

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Il negozio diventa Phygital

La grande sfida lanciata da Ray-Ban è quella di trasformare un luogo fisico come un negozio in un luogo digitale come può essere una piattaforma di e-commerce. Nel farlo però non si vuole rinunciare alle caratteristiche positive di questi due mondi, anzi l'obiettivo finale è quello di fonderle in un unico luogo a meta tra l'analogico e il digitale, un po' come già fatto da Nike in un altro settore merceologico. Pertanto tutto, dagli arredi alle scale, nel flagship di Soho è permeato di tecnologia, connesso e condivisibile attraverso i social newtwork.

 
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La cultura come strumento di customer experience

Ray-Ban è un fattore nella cultura popolare di tutto il mondo. Il primo marchio a cui si pensa quando si parla di occhiali da sole, infatti, è proprio l'inconfondibile firma bianca presente sulle lenti. E' anche per questo che l'azienda americana pensa che la cultura, l'immaginario collettivo e la condivisione di esperienze possa essere alla base di un ulteriore rafforzamento del brand e vivere attimi di questo tipo all'interno di uno store Ray-Ban viene visto come la via migliore per migliorare l'esperienza dei clienti portandola ben oltre il semplice momento dell'acquisto. In quest'ottica l'enorme flagship store di New York diventa, di volta in volta, teatro di concerti, galleria d'arte e casa di eventi culturali. L'obiettivo finale è quello di diventare il luogo di incontro di un pubblico trasversale, dai giovani alle persone attratte dalla tecnologia, passando per appassionati di musica ed arte. Se questa sia la ricetta vincente non è dato saperlo con certezza, ciò che si può però già affermare senza timore di smentita è che Ray-Ban ha spostato l'asticella della customer experience ancora un pochino più in alto. 

 
 

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