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Cybersecurity: ecco perché difendersi


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La Cybersecurity è una delle priorità assolute delle aziende. Difendere la propria rete da attacchi esterni è un investimento da fare il prima possibile per evitare di pagare conseguenze drammatiche per la sicurezza della propria impresa. In Italia siamo ancora indietro ma è necessario un veloce cambiamento culturale per non farsi trovare impreparati. 

 
 

Nuove tecnologie: gli effetti collaterali

Le aziende sono in un periodo di forte cambiamento. L'avvento prossimo dell'Internet of Things è uno dei principali motori di questa fase di svolta, tuttavia se da un lato questa nuova tecnologia e la conseguente nuova concezione dell'impresa porterà enormi benefici in termini di interconnessione, dall'altro sarà necessario riuscire a difendersi da nuove minacce. Attacchi alla rete aziendale o ai singoli oggetti (le cose dell'IoT) potrebbero mandare in tilt l'intero network e, ancora più grave, mettere a rischio i dati dell'azienda. Il primo cambiamento da compiere, però, prima di qualsiasi forma di investimento è quello di portare a tutti i livelli dell'organizzazione la consapevolezza sull'importanza della CyberSecurity e, rendersi conto, che nessuno può sentirsi al riparo da questo genere di minacce. 

Il primo cambiamento da compiere, però, prima di qualsiasi forma di investimento è quello di portare a tutti i livelli dell'organizzazione la consapevolezza sull'importanza della Cybersecurity e, rendersi conto, che nessuno può sentirsi al riparo da questo genere di minacce, qualsiasi sia la sua attività e qualsiasi sia il settore industriale in cui si opera.

 
 

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Il 70% delle aziende mondiali è a rischio

I numeri riguardanti il grado di protezione delle aziende mondiali di fronte a minacce informatiche a network e dati non sono particolarmente incoraggianti. Uno studio condotto da Accenture ha dimostrato che solo il 30% del campione di imprese mondiali preso in considerazione è ad oggi in grado di difendersi adeguatamente da questo genere di minacce, ciò implica banalmente che il 70% di fronte ad un attacco andrebbe estremamente in difficoltà. Può sembrare un'affermazione eccessivamente allarmistica ma basti pensare che il solo settore sanità riceve in media 700mila attacchi al minuto. Una frequenza enorme e inquietante se si pensa che in questo settore si maneggiano e custodiscono dati sensibilissimi.

 
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Inoltre, a rendere ancor più fosco lo scenario c'è un altro dato: solo un terzo delle aziende oggi avrebbe la capacità di tenere sotto controllo le minacce agli elementi più importanti del proprio business. Una cifra molto bassa se confrontata al trend in estrema crescita dei cyberattack e che necessariamente dovrà essere interessata da una forte crescita che richiederà altrettanto forti investimenti. In particolare, lo studio di Accenture Security afferma che da qui al 2030, a livello mondiale, saranno investiti ben 90 mila miliardi di dollari in attività di Cybersecurity.

 

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Cybersecurity: Italia indietro

Se lo scenario mondiale è preoccupante, quello italiano non è da meno, anzi. Il nostro Paese si colloca all'undicesimo posto in termini di capacità di Cybersecurity con un'indice del 29%. Questa speciale classifica è guidata da Regno Unito e Francia col 44%, mentre la Spagna è ultima (nel campione delle quindici nazioni prese in esame). 

 
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Si riscontra anche una forte varietà nel grado di preparazione di ciascun settore industriale. Il ramo comunicazioni, ad esempio, è il più virtuoso, seguito dal settore bancario e da quello delle alte tecnologie. Al contrario i comparti delle scienze biologiche, dell'energia e degli equipaggiamenti industriali sono i più indietro.

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Come difendersi

Naturalmente, gli effetti collaterali non devono indurre a pensare che sia controproducente investire in innovazione, Internet of Things o nel rendere maggiormente connesse le attività imprenditoriali. Tutt'altro, le potenzialità dell'Internet delle Cose sono enormi, al pari dei vantaggi e dei benefici che porteranno con sé a chi riesce a compiere questo passo epocale. Le minacce esistono, naturalmente, ma allo stesso modo esistono le soluzioni e i modi migliori per difendersi. Si è già detto che il primo passo da compiere è quello di dotarsi di una cultura aziendale votata alla sicurezza informatica e cibernetica. Questo deve essere seguito da una fase di individuazione precisa di quali siano gli asset aziendali più importanti e, soprattuto, maggiormente esposti ai cyberattacks.
Bisogna poi capire a che punto è la nostra azienda in termini di sicurezza, sottoponendo i sopracitati asset a dei test di stress, ovvero vedere fino a che punto resistono di fronte a tentativi di accesso alla nostra rete dall'esterno. E' da quel punto in poi che bisognerà aumentare la protezione della stessa dotandosi di tecnologie come Firewall industriali, software di gestione degli stessi e software di analytics per tenere sempre traccia delle attività della nostra rete e dei tentativi di destabilizzarne il lavoro provenienti dall'esterno. In più la nuova cultura aziendale deve portare la concezione che un euro risparmiato in termini di innovazione e aumento della sicurezza può voler dire centinaia di migliaia di euro di perdite per attacchi subiti. Ovvero far capire a tutti i livelli aziendali il grado di priorità della Cybersecurity.