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Che differenza c'è tra NFC e RFid?


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Sono almeno 25 anni che sentiamo parlare di RFid (Identificazione in Radio Frequenza), inizialmente utilizzato per applicazioni industriali si è via via esteso a quelle di uso quotidiano, lavorativo e domestico (card di accesso a lavoro, tag anti-taccheggio, ecc.). Da alcuni anni abbiamo iniziato a sentire parlare di NFC (Near Field Communication), ed è come se magicamente l'RFid si fosse trasformato in qualcosa di più veloce, moderno e sicuro, soprattutto per alcune applicazioni. Importanti brand produttori di smartphone hanno subito compreso l'importanza di questa nuova tecnologia e hanno cavalcato l'onda inserendola a bordo dei telefonini.

Near Fiel Communication, in italiano significa letteralmente "Comunicazione di prossimità", è una tecnologia che fornisce connettività wireless (senza fili) bidirezionale a corto raggio (fino a un massimo di 10 cm). È stata sviluppata congiuntamente da Philips, LG, Sony e Nokia.

 
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La tecnologia NFC si è evoluta da una combinazione dell'RFid (Identificazione a Radio Frequenza) e di altre tecnologie di connettività. Contrariamente ai più semplici dispositivi RFid, l'NFC consente una comunicazione bidirezionale: quando due apparecchi NFC (lo initiator e iltarget) vengono accostati entro un raggio di 4cm, viene creata una rete peer-to-peer tra i due ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni.

Attualmente questa nuova tecnologie può essere utilizzata per diverse applicazioni, una diversa dall'altra, come:

  • Controllo degli accessi
  • Servizi di localizzazione
  • Pagamenti mobile
  • Marketing personalizzato
  • Programmi di fidelity
  • Scambio di informazioni
  • Marketing all'interno del punto vendita
  • Scambio dati/informazioni con Social Networks
 
 

La differenza tra NFC e RFid, in 1 minuto


 
 

La tecnologia NFC opera alla frequenza di 13,56 MHz e può raggiungere una velocità di trasmissione massima di 424 Kbit/s. L'NFC può essere realizzato direttamente tramite un chip integrato oppure tramite l'uso di una speciale scheda esterna che sfrutta le porte delle schede SD o micro SD.

Nel video, la Dott.ssa Alice Moroni, Responsabile Progetti NFC, CATTID Università Sapienza, spiega come l'NFC in realtà sia una sottocategoria delle soluzioni RFid.

 
 

NFC, le sue applicazioni


L'NFC funziona principalmente attraverso tre metodologie diverse: 

1) Emulazione di carta
Il terminale mobile viene utilizzato come una card (carta di credito, fidelity, ecc.) "contactless" ossia senza contatto e senza strisciamento. La scheda SIM del cellulare può essere utilizzata per registrare informazioni cifrate e metterle in sicurezza. In questo caso si possono realizzare: pagamenti, gestione di buoni sconto o punti fedeltà nei negozi, ecc.).

2) Lettura Tag 
Il cellulare equipaggiato con il'NFC è capace di "leggere dei tag" (etichette elettroniche) ciò consente di raccogliere informazioni o azionare un processo automatico dallo/sullo smartphone. Le prime applicazioni NFC in questo senso sono state quelle relative ai "percorsi al museo" (grazie ai tag presenti vicino ad ogni opera d'arte, il visitatore può visualizzare direttamente sul suo telefonino informazioni, video, presentazioni). 

Un tag NFC è un'etichetta elettronica equipaggiata con la tecnologia NFC. E' possibile programmarla, in modo che invii un'informazione agli apparecchi situati nel suo raggio d'azione. E' possibile acquistare dei tag NFC "vergini" e programmarli ad hoc.

3) P2P (peer to peer) 
Questa modalità permette lo scambio di informazioni tra due apparecchi equipaggiati con NFC. E' possibile infatti passare foto e dati da un tablet a uno smartphone in pochi secondi (senza usufruire/necessità di linea wifi o 3g/34g). Sono le applicazioni NFC di questo tipo che ad esempio ci consentono di aprire la portiera dell'auto o mettere in modo l'auto senza alcun movimento, è sufficiente la nostra presenza (ovvero la presenza di una tecnologia NFC programmata all'interno del portachiavi che teniamo in tasca o nella borsa).